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Varicella, tra le malattie più infettive che colpiscono il bambino

La varicella è da tempo una delle malattie più altamente infettive tra quelle che possono colpire i bambini. Per proteggere al meglio il bambino diventa cruciale imparare ad identificarne i sintomi e fare subito una giusta diagnosi. Nonostante non esista una cura specifica per la varicella recenti studi hanno mostrato l’efficacia di alcuni farmaci antivirali. In linea di massima colpisce con maggior virulenza gli adulti, ma è comunque raro che produca gravi complicazioni.

Varicella, come si trasmette

La varicella è causata dall’herpesvirus, che come tutti quelli di questa categoria ha una caratteristica ben precisa: essere dormiente dopo l’infezione iniziale, per riattivarsi molto più tardi, sprigionando solo allora i suoi effetti. Come tanti altri virus anche il virus varicella zoster (VZV) si trasmette sotto forma di goccioline disperse nell’aria. A veicolarlo è lo stretto contatto con la persona infetta, o anche solo uno starnuto. L’uomo è l’unico serbatoio noto di questo virus: la malattia si trasmette quindi soltanto da uomo a uomo. Il tempo di incubazione varia dai 14 ai 21 giorni, al termine dei quali compaiono per intero i sintomi. Ogni bambino diventa infettivo per gli altri a partire dai due giorni antecedenti la comparsa dell’eritema. Uno stato che permane fino a quando tutte le macchie non si sono seccate, processo che solitamente si traduce in 7-10 giorni.

Come riconoscere la varicella

La varicella è facilmente riconoscibile dalle macchie rosse a forma di grappoli sormontate da evidenti vesciche, che la rendono quasi inconfondibile.  Dopo il periodo di incubazione la malattia esordisce con un’eruzione cutanea maculo-papulosa (rash). Il tutto accompagnato da febbre, di solito di lieve entità, e malessere generale. “Per 3-4 giorni – così come evidenziato dal Ministero della Salute – le piccole papule rosa pruriginose compaiono su testa, tronco, viso e arti. Le papule evolvono in vescicole, in pustole e infine in croste granulari, destinate a cadere”.

Varicella, quali complicazioni può portare

Le complicazioni più frequenti comprendono le superinfezioni batteriche, trombocitopenia, artriti, polmoniti, epatiti, meningoencefaliti.  Le complicazioni della varicella sono di gran lunga più frequenti tra gli adolescenti e gli adulti e nelle persone immunocompromesse di tutte le età. In gravidanza costituisce un pericolo, in quanto, può portare a gravi complicanze sia per la madre che per il feto.

Come trattare il bambino nel decorso della malattia

In caso di varicella il bambino va posto in isolamento domiciliare per almeno 5 giorni dalla comparsa della prima gittata di vescicole.  Non è indicata alcuna restrizione per la frequenza scolastica da parte di bambini conviventi, ma neppure altri familiari o conviventi.

Varicella, quale terapia adottare

Solitamente la terapia per questo tipo di malattie è solo sintomatica. Per lenire il prurito si può cospargere la cute con il talco mentolato all’1%, e somministrare per bocca un farmaco antistaminico. Si può anche provare ad applicare sulle macchie una lozione di calamina o di normale bicarbonato di sodio, dissolto in piccole quantità di acqua.

Per la febbre elevata si può usare un farmaco antipiretico non a base di acido acetisalicilico (ad esempio paracetamolo), perché aumenta il rischio di sindrome di Reye. E’ consigliabile far indossare al bambino biancheria di cotone, tenere le unghie delle mani pulite e corte per evitare il rischio di cicatrici in futuro e di infezioni nello sfregare le bolle.

 

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