Marmocchio .it
Home » neonato » Mughetto, l’infezione che interessa la bocca dei neonati e il seno delle mamme

Mughetto, l’infezione che interessa la bocca dei neonati e il seno delle mamme

Il mughetto rientra in quelle macchie e segni che sono piuttosto comuni tra i neonati. Se ai genitori possono apparire allarmanti, un pò come nel caso dell’ittero, si tratta di segni o gonfiori che in genere si risolvono da soli.

Il mughetto, che il neonato potrebbe aver contratto dalla madre durante il parto, si manifesta con un rivestimento biancastro in bocca. Può essere fastidioso per il bimbo, ma doloroso anche per la mamma se le viene ritrasmesso durante lallattamento. Trattandosi di un’infezione fungina va ovviamente trattata, e questo riguarda sia il bambino che la mamma nel caso di contagio di entrambi. In questo caso va pertanto consultato il medico per valutare l’opportunità di trattare entrambe con un medicinale anti fungino.

Mughetto, cos’è e come si riconosce

Il mughetto è un’infezione causata dal fungo lievitoforme, denominato ‘Candida albicans’. Si tratta di un fungo capace di provocare la comparsa di macchie bianche all’interno della bocca del bimbo. Solitamente colpisce i neonati fino a due mesi di vita, ma può interessare anche bimbi più grandi. Il mughetto si può estendere anche alla lingua, ma solitamente si trova ai lati delle guance, provocando irritazione nel piccoletto.

Solitamente genera un rivestimento biancastro simile al latto cagliato, complicando non poco lallattamento. E sarà facile accorgersene perché il neonato inizierà a piangere frequentemente, anche appena attaccato al seno, alla tettarella del biberon e persino col ciuccio. In caso di un rivestimento bianco sulla lingua potrebbero essere anche solo residui di latte, che non devono allarmare. Ma una volta individuate le macchie bianche si può toccarne una con un dito coperto da una garza e se una volta tolto il dito resterà scoperta una zona rossa, persino sanguinante, allora sarà l’evidente segno del mughetto.

Nel caso di infezione della mamma i segni comuni riguardano una perdita di colore del capezzolo o dell’areola del seno. Ma tra i segni ci sono anche l’areola arrossata, il prurito ai capezzoli, che possono apparire anche come screpolati, e persino placche bianche, che possono causare ipersensibilità al tocco.

Mughetto, prevenzione e trattamento

Non ci sono tanti modi per prevenire il mughetto, tanto più se il piccoletto l’ha contratto durante il parto. Taluni hanno pensato che possa essere dovuto anche alla suzione prolungata alla tettarella o al ciuccio, o persino alla scarsa igiene degli stessi. Tuttavia il fatto che il batterio colpisca anche chi è allattato solo al seno, e non usa il ciuccio, ha portato a discreditare tale tesi. Per alcuni studiosi tra i fattori scatenanti vi possono essere alterazioni ormonali o l’assunzione di antibiotici. Gli antibiotici, troppo spesso, oltre a quelli dannosi, annientando anche i batteri ‘buoni’, quelli in grado di combattere le infezioni. Il sistema immunitario dei neonati è senz’altro immaturo e li rende soggetti alle infezioni virali.

Come premesso il mughetto non è una malattia particolarmente preoccupante. Il problema principale è che se il bimbo avverte troppo dolore nel succhiare, dal seno o dalla tettarella, c’è il rischio che possa incorrere in una disidratazione. A quel punto è quasi scontato che il pediatra possa prescrivere al bambino un antifungino in gocce. Qualora la cura non sortisse gli effetti sperati o la febbre salisse sopra i 38° C in caso di neonati o 39 per i bambini già di qualche mese è opportuno informare il medico, perchè potrebbe trattarsi di un altro tipo di infezione.

Le madri che hanno contratto il mughetto dovrebbero sempre asciugare i capezzoli tra una poppata e l’altra, visto che lasciarli umidi rappresenterebbe un terreno di coltura ideali per i lieviti. In caso di allattamento al seno, quindi, va applicato un medicinale anti fungino ai capezzoli, così da evitare che il batterio venga trasmesso di continuo. Quel che è certo è che il mughetto non compromette la qualità del latte e, per quanto doloroso, si può continuare ad allattare, aspettando che l’infezione passi.

 

Continua a leggere su marmocchio: Lina, storia di una goccia di latteAsma da bambini, fattore di rischio per malattie cardiovascolari da adultiCitomegalovirus, tra i virus più temuti in gravidanza per la mamma e il suo bambinoIl diabete mellito in aumento tra i bambini e gli adolescentiSifilide, cause e pericoli in gravidanzaVaricella, tra le malattie più infettive che colpiscono il bambinoIttero, incubo di ogni bambino: ecco cosa c’è da sapere, Come raccontare ai bambini la malattia ? Un albo illustrato ci viene in aiuto

Continua a leggere su marmocchio

 

Aggiungi un commento

Iscriviti alla newsletter