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Allattamento, le mamme italiane dovrebbero imparare dai mammiferi

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Un racconto per grandi e piccini, un viaggio insieme a Lina, una goccia di latte per scoprire come i mammiferi si prendono cura dei propri cuccioli attraverso l’allattamento. Il latte della propria mamma è un alimento speciale e perfetto per ciascun cucciolo, anche quello umano. L’allattamento è proprio l’aspetto peculiare dei mammiferi di cui anche noi facciamo parte, eppure sembra essere un processo poco conosciuto e praticato.

Abbiamo approfondito il tema dell’allattamento con Consuelo Puxeddu, ostetrica, referente del gruppo Pronto Mamy in Valle  d’Aosta e autrice del libro per l’infanzia Lina. Storia di una goccia di latte.

Ci vuole raccontare la sua esperienza negli anni circa la “cultura” dell’allattamento?

La mia esperienza di allattamento comincia durante i miei studi presso la Clinica Universitaria di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. In quegli anni la mia esperienza è stata quella che ancora oggi si vede in molti ospedali italiani. I bimbi tenuti al nido e alimentati ad orario, ciuccio in bocca, dati alle loro mamme ogni tanto, riposti in culle allineate come fossero di proprietà della struttura. In quegli anni (metà anni ’90) questa era la prassi e lo sarebbe stato ancora per molto. Trasferitami ad Aosta nel 2000, ho incontrato un differente modo di assistere la nascita e accogliere i bambini appena nati.

Determinante ad un cambiamento di prospettiva fu la nel 1989 la dichiarazione congiunta OMS/UNICEF “L’allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno. L’importanza del ruolo dei servizi per la maternità”. OMS e Unicef hanno redatto un decalogo, i  10 passi, misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta come “Ospedale Amico dei Bambini“.

Si sono modificate abitudini radicate da parte di tutti gli operatori sanitari e piano piano si è ridata alle madri la consapevolezza e competenza dei gesti dell’allattamento. Il pelle a pelle alla nascita e il rooming hanno rappresentato gli ostacoli più difficili da superare. Difficile sradicare in poco tempo procedure consolidate che privilegiavano la promozione del latte in formula, l’allontanamento e la separazione del bambino dalla mamma dopo pochi minuti dalla nascita, la delega agli operatori per le cure del neonato. Una cultura del non allattamento radicata fin da bambini, mai esposti alla vista dei gesti dell’allattamento materno ma bensì a giochi di simulazione dell’allattamento con il biberon. Io stessa ricordo ancora la mia bambola piangente a cui davo il ciuccio e il biberon.

Ad oggi i dati italiani dimostrano che in Italia siamo ancora lontani dall’aver fatto nostra la cultura dell’allattamento. Solo un 10% di donne prosegue l’allattamento dopo il sesto mese di vita del piccolo. Perchè?

Perché il passaggio da una cultura all’altra ha bisogno di molto tempo. Perché anche se pediatri e nutrizionisti confermano l’importanza dell’allattamento, ancora oggi allattare non viene percepito come un atto fisiologico di proseguimento della gravidanza, ma una fortuna che una mamma ha o non ha. Solo il 10% degli ospedali ha ottenuto la certificazione Unicef: questo significa che sono ancora troppe le equipe che non hanno la giusta formazione per sostenere le mamme nei mesi successivi al parto.

Manca una rete di sostegno familiare e sociale. Mancano le mamme alla pari e i professionisti dell’allattamento, sopratutto nel sud Italia. Manca una politica che sostenga l’allattamento, mancano leggi sulla maternità ed il rientro al lavoro, a tutela della diade mamma e bimbo. Soprattutto nei primi 6 mesi di vita del bambino dovrebbe essere garantito un allattamento esclusivo, obiettivo principale delle iniziative Amiche dei Bambini Unicef. Mancano ad oggi leggi severe che proteggano l’allattamento, recependo il Codice Internazionale dei Sostituti del Latte Materno. Mancano leggi che tutelino e controllino eventuali conflitti d’interesse commerciale su determinati prodotti che scoraggiano le buone pratiche di sostegno dell’allattamento.

Una mamma protetta, supportata, informata, aiutata, tutelata, motivata è una mamma che potrà prendere consapevolmente delle decisioni per se e il suo bimbo. E’ dimostrato che questo processo di empowerment aumenta i tassi di allattamento esclusivo fino ai sei mesi  e oltre finché mamma e figlio lo desiderino.

Lina è una gocciolina preziosa, quasi magica per ogni cucciolo mammifero. Basta osservare le mamme di qualsiasi specie animale con quanta dedizione e pazienza si dedichino all’allattamento in maniera del tutto istintuale. Quanto ha ancora da imparare la mamma umana?

Credo che la parola giusta non sia “imparare”, perchè lascia intendere la necessità che ci sia qualcuno che “insegni” e le mamme non hanno bisogno di persone che insegnino loro ad allattare, ma che le sostengano. Bisogna facilitare la competenza delle mamme e permettere che riaffiori l’istintualità. Istintuale cioè, che avviene senza pensarci, in maniera automatica, naturale, spontanea.

Ma questa competenza delle mamme è innata? Se nel bambino sembra esserlo, nella mamma è una competenza appresa attraverso l’esposizione a questo gesto fisiologico. Ogni bambina, ragazza, donna apprende guardando i gesti dell’allattamento a partire dalle madri della famiglia e dalle madri della comunità dove vive. Sono importanti anche le esperienze visive apprese attraverso libri, tv,  giochi, l’arte.

Tutto questo viene spiegato scientificamente dagli studi fatti sui “Neuroni Specchio”. Scoperti “casualmente” agli inizi del 1990 da Giacomo Rizzolati, in una esperienza di laboratorio, i neuroni specchio sono cellule che diventano attive quando un’azione compiuta da un altro fa “risuonare” in  chi osserva, l’azione, come se fosse lui stesso ad agire (da qui il loro nome). Proprietà principale di questi neuroni è di rispondere, attivandosi, sia quando è l’agente ad eseguire un’azione, sia quando l’agente osserva le stesse azioni compiute da altri. Il “fare un’azione” o “il vederla fare” comporterebbe per il soggetto osservante e per quello osservato lo stesso risultato.

Fino ad oggi quali sono stati gli stimoli offerti? Un ruolo importante nella diseducazione culturale, hanno avuto e hanno, i giochi, le immagini e le varie rappresentazioni dell’alimentazione commerciale e per lo più artificiale. I mass media utilizzano ciucci e biberon per simboleggiare il neonato. E così impresso nella nostra immaginazione che è “normale” , quasi carino, che il bimbo venga identificato in questo modo. Questo crea un certo tipo di cultura a scapito di altre. E se invece di tutti questi stimoli venissimo a contatto con delle immagini di accudimento e di allattamento? Questo faciliterebbe il riattivarsi di una delle competenze più importanti per tutti i mammiferi, alimentare i nostri bambini, allattandoli.

Come è nata l’idea di questo poetico libro, una coccola per mamma e cucciolo?

L’idea di fare un libro per bambini nasce proprio dall’ aver preso coscienza di questo meccanismo straordinario che interviene nella nostra formazione sin da piccoli. Ripensando alla mia esperienza di bambina prima e  di madre poi, ho capito che se si vuole cambiare qualcosa, bisogna partire da loro. Ho ragionato ispirandomi alle logiche efficacemente utilizzate da chi fa marketing dei sostituti del latte materno. Ho pensato perciò di far in modo che i miei bimbi, e pensando in grande, tutti i bambini, potessero avere l’opportunità di venire a contatto con delle immagini di allattamento e di accudimento fisiologico.

Il mondo animale e gli animali, amati dai bambini, danno un esempio semplice e naturale. Osservare gli animali allattare è socialmente accettato. Il libro può inserire, nella quotidianità, un argomento che in altro modo è difficile da introdurre. L’idea della goccia di latte animata che va in giro per il mondo mi è venuta ripensando ai cartoni animati di una famosa serie televisiva educativa francese, dedicata al corpo umano.

Anche nel mio libro, una simpatica e dolce gocciolina fa conoscere ai bimbi nuovi amici animali. Osservandoli nelle fotografie apprendono nozioni importanti sui vari tipi di accudimento. Tra gli animali che incontra Lina nel suo viaggio c’è anche l’essere umano, al quale la natura, come a tutti gli altri mammiferi, ha donato un super potere: alimentare i propri cuccioli con un alimento unico e ricco, pronto e vivo , che si modifica a seconda dei vari bisogni specifici di quel cucciolo e che può essere utilizzato in qualsiasi momento o luogo.

Appassionata di disegno sin da piccola, cresciuta in una famiglia di artisti e scultori e cultori dell’arte, non ho trovato difficoltà nel realizzare a mano libera tutti i disegni. I pastelli a cera e il tratto morbido rispecchiano i sentimenti che ho provato e provo pensando a questo gesto unico e pieno di amore. Lina nel suo viaggio non solo incontra nuovi amici, ma ha anche modo di provare diversi mezzi di locomozione, che offrono la possibilità a mamme e  bambini di inventare una storia tutta loro. Indirettamente realizzato anche per lettori più grandi, che siano la mamma, il papà, i nonni o le maestre, ciascuno può estrapolare dalle filastrocche le emozioni o i ricordi che suscitano in loro. Le filastrocche sono nate spontaneamente grazie al prezioso contributo di tutta la mia famiglia.

I proventi del libro, patrocinato dal MAMI, Movimento allattamento materno italiano, saranno devoluti al gruppo Pronto Mamy e quindi al sostegno dell’allattamento. Quanto possono aiutarsi le donne nella promozione e nel sostegno all’allattamento?

“Può un batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” Questo è il Butterfly effect… cioè la filosofia secondo la quale piccole azioni possono contribuire a generare grandi cambiamenti. Il libro è questa, è la mia piccola azione. Ho scelto di devolvere i miei ricavati al sostegno dell’allattamento e al gruppo di cui sono referente. Le mamme del gruppo Pronto Mamy, nato come collegamento dell’Ospedale Amico del Bambino al territorio, hanno sempre sostenuto le spese contribuendo con una piccola quota. Questo non ha mai permesso di poter fare formazione o sensibilizzazione della popolazione. Con gli introiti del libro siamo riuscite ad ospitare ad Aosta durante la SAM del 2017 la dottoressa Sofia Quintero Romero e presto ospiteremo anche la dottoressa Alessandra Bortolotti .

Il libro oltre a lavorare sulla cultura serve anche per sostenere altre associazioni che necessitano di aiuto per portare avanti progetti pro allattamento. Ad oggi “il libro” ha appoggiato il progetto dell’associazione L’Arte di Crescere di Palermo “ Per un mare di Latte”. Ha donato due borse di studio per permettere di frequentare il corso  sull’ allattamento secondo le indicazioni OMS/UNICEF de la Scuola dei 1000 giorni. Ha aiutato a realizzare il corso Peer di Pronto Mamy iniziato a marzo e che permetterà di formare 20 mamme che aiuteranno altre mamme .

Inoltre attraverso le presentazioni si va a creare una rete calda di condivisione e di confronto che permette di collegare gruppi e associazioni, di condividere esperienze e di seminare dei nuovi semini per progetti futuri.  Le mamme , le donne sono una grande forza e insieme possono fare qualsiasi cosa, basti pensare che mettono al mondo i loro bimbi e questo già fa capire la potenza che ognuna di noi custodisce.

Insieme si può continuare a sostenere l’allattamento e a proteggerlo, una mamma alla volta ..un bambino alla volta. Tutto questo è il contributo mio e di tutti quelli che prenderanno, leggeranno, utilizzeranno, regaleranno il libro, per le mamme, per i bimbi , per costruire , insieme un grande cambiamento… un futuro migliore.

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