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Addio Cristina D’Avena, nei gusti musicali dei bambini di oggi c’è il rap di Fedez e Rovazzi

I gusti musicali dei bambini di oggi, anche molto piccoli, sono profondamente cambiati rispetto alle generazioni di una volta. Messa definitivamente nel cassetto Cristina D’Avena, oggi a conquistare giovani e giovanissimi sono i tormentoni rap di Rovazzi, Fedez e tanti altri.

Un cambio radicale nei gusti musicali dei bambini

Di certo non sarà sfuggito alle mamme di oggi il fatto che, alle prime note del tormentone “Andiamo a comandare”, anche il proprio figlio di una manciata di anni comincia a muovere le spalle e a fare la mossa del cantante Fabio Rovazzi. Altro che Puffi, Lady Oscar o Holly e Benji, i gusti musicali dei bambini di oggi si sono già largamente smarcati dai cartoni animati. Ormai è un ricordo anche quella voce “materna” che aveva conquistato il pubblico dei giovanissimi degli anni ’90. Anche la scaletta musicale dei compleanni e di ogni altro tipo di festa che coinvolga i bambini riflette quelli che sono i gusti di una generazione profondamente cambiata, che attinge senza sosta informazioni ed anche la musica direttamente da internet. L’uso ormai massiccio di tablet e smartphone da parte dei bambini, infatti, è uno dei più potenti strumenti per venire a contatto con realtà musicali che prima si pensava assai lontane dai bambini, ma che invece i più piccoli hanno mostrato di apprezzare e persino conoscere a memoria.




Il ruolo della musica negli anni

i gusti musicali cambiano man mano che, crescendo, ci troviamo ad affrontare nuove sfide e la nostra personalità si struttura a contatto con il mondo esterno. I brani più amati, infatti, raccontano molto di noi e della nostra condizione psicologica che, inevitabilmente, muta negli anni. Lo spiega Jason Rentfrow del Dipartimento di Psicologia dell’università di Cambridge in uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology , per il quale ha raccolto i dati e le preferenze musicali di oltre 250mila persone nell’arco di dieci anni. Lo studioso ha messo in evidenza come la musica, da mezzo per auto-definirsi nell’adolescenza, diventa veicolo sociale per incontrare gli altri e poi un’espressione più “solitaria” di sé.
Anche in tenera età, dunque, la musica deve essere intesa come una impulsiva e inconscia ricerca dell’affermazione di se stessi. Questo grazie alla possibilità che hanno i bambini di oggi più di ieri di entrare presto in contatto con il mondo degli adulti. Non si tratta più solo del processo di identificazione con i gusti musicali del genitori, che permette ai bambini di condividere a casa l’ascolto di brani molto complessi e per certi versi distanti dalla loro età. Sono essi stessi che posseggono gli strumenti per costruirsi il proprio bagaglio musicale preferito e di condividerlo poi coi coetanei come elemento di socializzazione.

Il rap conquista il pubblico di giovanissimi

Il genere musicale rap/hip-hop sta prendendo sempre più piede tra i teenagers. Il rap è uno stile di vita. Con l’assenza quasi totale di melodia, il rap si è affermato sul mercato mondiale accompagnando i teenager attraverso un percorso socio-culturale d’impronta libertaria. In esso non ci sono schemi, non ci sono regole, il fulcro della canzone diventa la cosiddetta “produzione d’autore”.
Eminem, J-Ax, Fedez, Caparezza, Clementino, Fabri Fibra, solo per citarne alcuni, hanno rivoluzionato gran parte del gusto musicale dei giovani, introducendo un nuovo modo di comunicare il proprio essere. Ritmi e tormentoni che hanno finito per conquistare anche il popolo dei giovanissimi che oggi, al posto di “Calimero” o “Occhi di Gatto”, preferiscono “Vorrei ma non posso” e “Tutto molto interessante”

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