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Altro che pappe! I lattanti a tavola come gli adulti con l’alimentazione complementare a richiesta

Al bando pappe e fruttini, e via libera agli alimenti sminuzzati introdotti senza regole rigide e al mangiare a tavola con gli adulti. Questi  i pilastri dell’alimentazione complementare a richiesta, un modo diverso di far avvicinare il lattante al cibo rispetto allo svezzamento tradizionalmente inteso. A fare il punto su questa rivoluzione di pensiero è l’Associazione Culturale Pediatri, che ha elaborato un documento rivolto a un pubblico fatto di esperti ma, soprattutto, di madri e padri.

Alimentazione complementare a richiesta e divezzamento

Con il termine divezzamento, che altro non è che l’avvio dell’alimentazione complementare,  si intende il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea ad un’alimentazione semi-solida e poi solida. Una fase caratterizzata dalla progressiva introduzione dei cosiddetti “alimenti complementari”, cioè alimenti diversi dal latte. Questo passaggio deve avvenire nel momento in cui l’alimentazione lattea, da sola, non è più sufficiente a soddisfare le richieste nutrizionali. Non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti in cui iniziare il divezzamento. I diversi Organismi e Società scientifiche internazionali si esprimono in modo abbastanza concorde sul momento di inizio del divezzamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), da parte sua, raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita.

Alimentazione complementare, l’introduzione dei cibi solidi

Redatto da un gruppo di lavoro interdisciplinare, attraverso una raccolta critica di informazioni, il documento dell’ACP mira a far arrivare il messaggio che “parlare di alimentazione complementare significhi valorizzare la dieta di tutta la famiglia”. La prima domanda che un genitore si pone in merito é: ‘a che età iniziare a introdurre cibi solidi nella dieta del piccolo?’. La risposta è semplice: ‘quando mostra interesse per il cibo, ovvero lo richiede attivamente, e mostra segni di adeguato sviluppo neuromotorio’. Di solito questo succede verso i 6 mesi, ma “il conto alla rovescia – ironizzano dall’ACP – si fa solo a Capodanno, mentre nel caso dei bambini bisogna semplicemente osservarli”.

Quanto al cosa, il documento precisa che il latte (preferibilmente materno) “rimarrà l’alimento principale fino a verso i 12 mesi.  Il passaggio a una dieta da adulto sarà per cui un processo lento e rispettoso dei tempi di ciascun bambino”, senza “atti di forza”.

Alimentazione complementare a richiesta, l’autosvezzamento

Il cardine dell’autosvezzamento è che il bambino mangi “quello che vuole nelle quantità che vuole e se ne vuole”. Vi si arriva perché, messo a tavola insieme al resto della famiglia, il bambino ha modo di farne richiesta mostrando interesse. Quindi è essenziale che i genitori seguano una dieta sana e varia. In tal caso “non c’è motivo di immaginare una distinzione tra cibo per grandi e per piccoli”. Per lo stesso motivo il documento sconsiglia l’uso della parola “pappa” intesa come brodino, cereali in povere e omogeneizzati. Non ci sono alimenti da evitare, basta il buon senso e ricordarsi di farli in pezzetti. Da evitare, invece, a detta dei pediatri dell’Acp c’è solo la parola ‘svezzamento’: “significa togliere il vezzo del latte materno, ma l’allattamento non è affatto un vizio”.

Cosa fa l’ACP (Associazione Culturale Pediatri)

L’ACP è stata costituita a Milano il 5 settembre 1974. E’ una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 35 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino. La composizione dell’ACP ricalca quella dei pediatri italiani con una prevalenza dei pediatri di famiglia (circa 65%) ed il resto di pediatri ospedalieri, universitari e di comunità.

L’ACP ha un codice etico di comportamento che investe sia i singoli pediatri che l’Associazione stessa. Svolge attività editoriale, di formazione e di ricerca, rigorosamente no profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese. Il suo modo di porsi come Associazione di fronte ai problemi della società, della cultura, della ricerca e della professione è quello di una assoluta libertà di critica di fronte a uomini ed istituzioni.

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