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Depressione in gravidanza e postpartum, molte donne vengono lasciate sole

Si stima che entro il 2020 la depressione possa diventare la seconda causa più grave di disabilià. Le donne solitamente, soffrono di depressione tra i 20 e i 30 anni (Weissman et al.,1996), che coincide in buona parte del mondo e delle varie culture con gli anni dell’arrivo dei figli (Weissman e Olfson, 1995). L’incidenza dei disturbi depressivi nei primi mesi del postpartum  risulta essere tre volte maggiore rispetto agli altri cicli vitali della donna (Ross e Dennis, 2008).
La depressione in gravidanza è tanto comune quanto nel postpartum, tant’è che la gravidanza rappresenta un importante fattore di rischio per una ricaduta depressiva dopo il parto.
Gravidanza e postpartum risultano per cui essere fasi della vita caratterizzate da una certa vulnerabilità, che predispone all’esordio o alla ripresentazione di uno stato depressivo (Jevitt et al., 2006). Ahimè, troppe donne gravide e neo mamme portatrici di sofferenza depressiva non sono correttamente assistite, per cui con la mancanza di un’adeguata diagnosi e presa in carico
terapeutica, così come per i loro familiari e per il bambino, fa sì che non ricevano aiuto appropriato da parte dei servizi sanitari e sociosanitari locali, responsabili della salvaguardia
della salute materno-infantile e familiare (Gavin et al., 2005).

Diagnosi per la depressione in gravidanza

Secondo il più accreditato Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5),come ci illustra la dottoressa Francesca G. Camìsa Parenzàn, i criteri per la diagnosi di un disturbo depressivo maggiore riguardano da cinque o più sintomi, per un periodo di ameno due settimane, tra i seguenti :

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno (tristezza, disperazione, sentimento di vuoto).
  2. Marcata riduzione di interesse/piacere (anedonia), per tutte o quasi le attività per la maggior parte del giorno.
  3. Perdita o aumento significativo di peso in assenza di dieta (variazione del peso superiore al 5% nell’arco di un mese), o riduzione/aumento dell’appetito.
  4. Insonnia o ipersonnia.
  5. Agitazione o rallentamento psicomotorio.
  6. Faticabilità o mancanza di energia.
  7. Sentimenti di auto svalutazione o colpa eccessiva o inappropriati.
  8. Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi.
  9. Pensieri ricorrenti di morte, ideazione suicidaria o tentato suicidio

I sintomi devono causare un disagio tale da interferire in ambito sociale, lavorativo o altri ambiti importanti. Gli stessi non devono essere attribuibili all’uso di particolari sostanze o altra
condizione medica.

Le cause e i fattori di rischio della depressione postpartum

Per alcune donne particolarmente fragili, la nascita del figlio arriva nella loro vita sconvolgendola, e causando loro emozioni travolgenti e di difficile gestione, facilitando così reazioni di stress e vissuti depressivi di varia gravità (Pfost, Stevens e Lum, 1990). Quando la donna si fa portatrice di aspettative ideali sulla maternità che poi non vedrà esaudite, di fronte all’impegno gravoso quotidiano, i cambiamenti nel rapporto di coppia e la riduzione dei rapporti sociali, sarà ulteriormente soggetta a sviluppo di depressione nel post parto. Anche le modificazioni ormonali possono influenzare la qualità del disagio psicologico depressivo, sia in gravidanza che nel post partum. Donne poi che hanno sofferto in passato di depressione o di depressione perinatale, o di una malattia psichica risultano notevolmente a rischio (Burt e Stein, 2002).
I fattori di rischio psicosociali (Nielsen Forman et al., 2000; Johnstong et al., 2001) sono tutti aspetti che incrementano l’eventualità di sviluppare depressione in gravidanza e nel postpartum:

  • Violenza domestica
  • Indigenza
  • Scarso supporto da parte del partner, della famiglia e degli amici
  • Lutti
  • Difficoltà sul luogo di lavoro
  • Essere una madre single
  • Una gravidanza inattesa
  • L’influenza della salute mentale del partner sulla donna

La depressione postpartum e il vissuto delle donne

Aspettative idealizzate che poi vengono a scontrarsi con la realtà concreta della maternità è un vissuto emotivo frequente nelle donne depresse. Il conflitto sperimentato tra la madre che desiderava essere e quella che sente di essere vede la donna insofferente e insoddisfatta della sua esperienza materna attuale. Nel tentativo di raggiungere il mito della mamma perfetta, essa nasconde alle persone bisogni e sentimenti propri (Mouthner, 1999). Nel momento in cui la donna trova il coraggio di confessare al partner il suo stato d’animo spesso viene criticata o quasi ignorata, causandole così ulteriore sofferenza.
La depressione portpartum presenta diverse manifestazioni cliniche, e la loro complessità rendono confuso ai professionisti della salute il riconoscere le donne sofferenti e bisognose
d’aiuto (Beck, 2002).

Bibliografia
Alessandra Bramante, Psicologia e Psicopatologia della Gravidanza, Seminario di studio, Società Marcé Italiana
per la Salute Mentale Perinatale, Farmacologia e Psicopatologia Perinatale, 03/10/2016, Istituto Emmeci, Torino.
Pietro Grussu e Alessandra Bramante (a cura di), Manuale di Psicopatologia Perinatale, pag.64,67,68,69 Edizioni
Centro Studi Erickson, 2016, Trento.

Per maggiori info


Dott.ssa Francesca G. Camìsa Parenzàn

francescag.camisa@teletu.it
La dottoressa riceve presso il suo Studio di Arona (NO) previo appuntamento per mail.

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