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Cordone ombelicale, a cosa serve, come e quando tagliarlo

E’ grazie al cordone ombelicale che il bambino in grembo alla madre può essere alimentato e nutrito dalla propria mamma. Qualcosa di talmente unico e prezioso, che permette di poter alimentare la vita per tutto il periodo della gravidanza e che, inevitabilmente, al momento del parto e della nascita, smette la sua missione. Diventa allora spontaneo chiedersi a cosa effettivamente serva il cordone ombelicale e quali siano le sue funzioni.

Cordone ombelicale, a cosa serve

Cordone ombelicale recisione
Cordone ombelicale recisione

Attraverso il sangue contenuto al suo interno il feto riceve nutrimento ed ossigeno durante tutta la fase della gestazione. Il cordone, costituito da una sostanza gelatinosa, che prende il nome di Gelatina di Wharton, contiene 3 vasi ombelicali. Due arterie che trasportano i cataboliti dal bambino alla placenta. Una vena ombelicale che trasporta il sangue ricco di ossigeno e nutrimenti al feto.

Il cordone ombelicale ha origine dalla placenta e il sangue al suo interno viene chiamato sangue placentare o sangue cordonale. Il sangue del bimbo non è il sangue della madre in quanto si tratta di due circoli sanguigni diversi. Ecco perché il sangue cordonale o placentare è sangue del bambino e contiene le sue cellule staminali.

Cordone ombelicale, ecco quando tagliarlo

Per il taglio del cordone ombelicale, tecnicamente chiamato clampaggio, é consigliabile aspettare almeno 2-3 minuti. Questo per favorire un maggiore afflusso di sangue e apporto di ferro nel neonato. Su quale possa essere il momento ideale per procedere alla separazione definitiva tra la mamma e il neonato, i neonatologi e le ostetriche discutono da tempo. È ormai opinione condivisa, tuttavia, che il clampaggio del cordone ombelicale non debba avvenire immediatamente.

L’interruzione improvvisa del flusso ombelicale determinerebbe nel neonato ampie variazioni della pressione arteriosa sistemica e del flusso cerebrale. Questo perché fino alla nascita il flusso ematico al polmone è senza dubbio ridotto. Tuttavia, in alcuni casi, le ostetriche possono adottare diverse tecniche per recidere il cordone ombelicale come il clampaggio tardivo del cordone ombelicale o la non recisione del cordone ombelicale, nascita lotus birth.

Il clampaggio, come tagliare il cordone ombelicale

Taglio del Cordone Ombelicale
Taglio del Cordone Ombelicale

Alla nascita, quindi, il cordone ombelicale viene reciso tramite il clampaggio. Quel che resta attaccato al bambino, una parte lunga 3-5 centimetri, é il moncone ombelicale. Tecnicamente il cordone ombelicale potrebbe anche non essere tagliato e finirebbe con staccarsi da solo. Tuttavia ciò creerebbe disagio nel doversi portare appresso la placenta fino alla recisione del cordone. Cordone che non contiene nervi, e la sua incisione é assolutamente indolore per il bambino e la madre. I bambini prematuri in caso di taglio posticipato corrono però un rischio dimezzato di emorragia intraventricolare. Sempre più spesso, ormai, del taglio del cordone se ne occupa il papà, per tutto quel che di simbolico c’é in questo gesto.

Il moncone viene chiuso con una pinzetta sterile di plastica, che viene legata alla base con un filo di seta. Dopo essere stata disinfettata con alcol etilico viene accuratamente avvolta in una garza sterile. Grazie ad un fisiologico processo il moncone si avvia poi ad una mummificazione, seccandosi. Una volta diventato duro e scuro si staccherà spontaneamente. Questo accade, solitamente, entro una-due settimane, anche se talvolta può passare anche un mese.

Il cordone ombelicale e le cellule staminali

Neonato con il Cordone Ombelicale
Neonato con il Cordone Ombelicale

Il sangue placentare del cordone ombelicale contiene cellule staminali emopoietiche. Numerosi studi e sperimentazioni hanno confermato la possibilità di utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte alternativa di staminali emopoietiche a scopo di trapianto. E il ricorso a questa opportunità é sempre più frequente, sia per essere messo a disposizione della collettività che per esigenze legate alla famiglia. La conservazione a lungo termine del sangue congelato permette di avere a disposizione una fonte di cellule staminali utili in futuro per curare il bambino o altri piccoli pazienti. Attualmente l’utilizzo può avvenire solo per malattie rare, ma andando avanti coi progressi medici la sua applicazione potrebbe estendersi notevolmente.

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