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Placenta, l'organo temporaneo che protegge il feto
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Placenta: l’organo temporaneo che tiene legati mamma e bambino

La placenta è un organo che si forma nel corso della gravidanza e opera durante tutta la gestazione per essere infine espulsa successivamente al parto, nel così detto secondamento.
Si parla poco di questo organo che invece è fondamentale per garantire il benessere del bambino. In attesa che il cuore, i polmoni e tutti gli altri organi si sviluppino e giungano a maturazione, la placenta funge da supplente. Durante la gestazione quindi svolge tutti quei compiti che poi dopo la nascita saranno definiti dai diversi apparati: respiratorio, digestivo, endocrino e renale.

Placenta quando si forma

L’annidamento e la formazione della placenta ha inizio nel corso dell’ultimo tratto di viaggio dentro la cavità uterina della morula. All’interno di essa lo spostamento di alcune cellule verso la periferia producono due cavità.
Si arriva allo stadio di blastocisti, una sorta di palla di cellule cava al suo interno, che poco a poco darà inizio al vero e proprio annidamento nella parete interna uterina. L’impianto nell’endometrio ha inizio intorno al settimo giorno circa dal concepimento.
Alcune cellule di uno dei poli dello strato esterno della blastocisti cominciano e penetrare nella mucosa uterina attraverso i villi coriali, una sorta di tentacoli che ricercano i vasi sanguigni uterini. La blastocisti s’inserisce completamente nella mucosa uterina e grazie allo sviluppo di complicate formazioni poco a poco si sviluppa un nuovo organo: la placenta.
La formazione della placenta si completa entro il terzo mese di gravidanza.
La placenta è un organo che si sviluppa dalla fusione di madre e feto. E’ in parte costituita infatti dall’endometrio uterino e in parte dai villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della placenta.

A cosa serve la placenta

La placenta come abbiamo già detto è un organo temporaneo che ha il compito nei nove mesi gestazionali di nutrire, proteggere e aiutare la crescita del feto.
Il sangue del feto e il sangue materno non si mischiano mai. Ossigeno e sostanze nutritive trasportate dal sangue materno attraversano il filtro placentare e grazie alla vena ombelicale, presente all’interno del cordone ombelicale arrivano al feto. Il sangue del feto invece raggiunge la placenta attraverso le arterie ombelicali, anch’esse presenti nel cordone ombelicale. Si tratta di sangue che trasporta anidride carbonica e rifiuti da riversare nel sangue materno.
La placenta svolge anche un’importantissima funzione protettiva per il feto. Quest’organo infatti funge da filtro e da barriera nel medesimo tempo. Se per proteggere l’embrione ancora privo del suo sistema immunitario vengono lasciati passare molti anticorpi materni, allo stesso tempo vengono bloccate sostanze tossiche e microrganismi che potrebbero rappresentare un rischio per il feto.
Ma la placenta non è solo il caldo e accogliente nido che si prende cura del feto. E’ anche l’organo preposto a sostituire nei mesi di gravidanza le ovaie, messe a riposo, nella produzione di ormoni della gravidanza.

In sintesi quindi la placenta:

  • garantisce l’ossigeno al feto e lo smaltimento dell’anidride carbonica attraverso la barriera placentare
  • nutre il feto filtrando dal sangue materno le sostanze nutritive come il glucosio, i trigliceridi, le proteine, l’acqua, le vitamine e i sali minerali
  • permette il passaggio degli anticorpi materni
  • ferma il passaggio di molti patogeni, ma non per esempio il virus della rosolia, la toxoplasmosi, l’HIV, l’epatite B e altri ancora
  • preclude il passaggio di molte sostanze pericolose per il feto ma non tutte (caffeina, alcol, nicotina, alcuni farmaci, droghe…)
  • produce gli ormoni della gravidanza: la gonadotropina corionica umana (HCG), il progesterone, gli estrogeni e la prolattina.

Peso e forma 

Il termine placenta deriva dal latino “placui” ossia ciò che piace. I romani chiamavano placente le focacce di grano dolci. Ha una forma circolare, a disco. Ricorda una focaccia più sottile ai suoi margini.
Ha solitamente un diametro che si attesta tra i 15 e i 20 cm. Il suo peso alla nascita è di circa 500 – 600 grammi. E’ un peso che varia secondo il peso del bambino:  è circa un sesto del peso del neonato che nutriva e proteggeva.

Cosa vuol dire placenta posteriore o anteriore

A seconda di dove avviene esattamente l’impianto dell’embrione nella parete uterina, la posizione della placenta può essere anteriore, posteriore o laterale. In nessuno di questi casi la posizione influenzerà gravidanza e parto.
Quando si posiziona più in basso del normale si parla invece di placente bassa o previa. Nella fase iniziale della gravidanza in circa un 5% delle donne si riscontra la placenta bassa, ma poi con il progredire della gestazione questa risale posizionandosi correttamente. L’utero infatti crescendo di dimensione poco a poco  la spinge verso la sua giusta collocazione.

Tradizioni popolari

La placenta ed il feto nascono dalla medesima cellula, condividono il medesimo materiale genetico, e nel corso dell’intera gestazione vivono un rapporto di completa simbiosi e di scambio. Il bambino cresce nutrendosi di una parte di se.
Nelle svariate definizioni arcaiche date alla placenta vi è anche quella di anima gemella, che ognuno di noi ricerca poi per tutta la vita. Le culture più arcaiche che rispettano e comunicano con la madre terra nutrono profondo rispetto per quest’organo, che insieme al cordone ombelicale considerano un organo sacro.
In passato le levatrici la utilizzavano per esempio  come ricostituente naturale per la mamma, avendo un elevato potere nutrizionale ed ormonale.
Molte culture la seppellivano e la donavano alla terra. Altre ancora non recidevano il cordone ombelicale alla nascita, attendendo il suo distacco naturale e fisiologico. Oggi questa pratica prende il nome di Lotus Birth.

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