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Bambini e televisione: la tv in cameretta no!

Un abuso della televisione da parte dei bambini e dei giovani è sconsigliato ormai all’unanimità da pediatri e psicologi. Ma se non deve essere “vietata” in toto, un monito più perentorio viene dato per la televisione in cameretta. Gli effetti dannosi dati dall’utilizzo sproporzionato del mezzo televisivo sono svariati. E’ utile quindi conoscerli per imparare ad usare la tv nel migliore dei modi possibili.

La televisione non è una baby sitter

Nella frenesia del quotidiano  per i genitori essere a casa e lasciare i bambini davanti alla televisione li sgrava per qualche momento, e anche qualcosa di più. Ma non esime il genitore dal controllare quanto tempo il piccolo resti davanti allo schermo e sopratutto a vedere cosa. L’ideale, se vogliamo concedere la parentesi televisione ai bambini, è di condividere con loro quel momento.

Gli studiosi lo definiscono co-viewing cioè visione della televisione con mamma e papà. Potrebbe essere l’occasione per l’adulto di fermarsi una mezz’ora sul divano e vedere insieme ai figli un programma insieme. Lo stare vicini permette di poter spiegare emozioni e immagini che la televisione propone. Permette al genitore di tradurre al bambino messaggi ambigui o d’insegnare a decodificare i trucchi delle  pubblicità.

Poche e chiare regole

Insieme ai bambini  concordate delle regole sull’utilizzo della televisione, che in quanto mezzo può essere un buono o cattivo strumento. Sta sempre a noi saper cogliere le potenzialità del mezzo a disposizione e saperlo sfruttare per trarne il meglio.

  • Stabilite che nel corso della giornata è consentito guardare da una mezz’ora all’ora e mezza di televisione e non di più al giorno, a seconda dell’età del bambino. Teniamo presente che l’Accademia Americana dei Pediatri ne sconsiglia l’uso nei bimbi sotto ai due anni
  • Non tenete in casa la televisione accesa come fosse un sottofondo sonoro alle quotidianità della famiglia e spegnetela durante i pasti. La televisione non deve avere il sopravvento e rubare spazio al dialogo della famiglia. I pasti sono un momento importante di condivisione familiare, sedersi a tavola insieme rappresenta un vero e proprio momento educativo. Dialogare dei prodotti che sono nel piatto, confrontarsi sui gusti e sapori, raccontarsi piacevolmente in un clima conviviale aiutano nella crescita.  A confermare quanti e quali siano gli effetti positivi del mangiare in famiglia anche  uno studio dell’Università di Montreal pubblicato sul Journal of developmental & Behavioral Pediatrics. I ricercatori, osservando 1500 bambini di 10 anni e le loro famiglie hanno potuto verificare che i bambini che consumano i pasti coi genitori sono più sani, hanno abitudini alimentari migliori, manifestano meno problemi comportamentali e sono più socievoli.
  • Insegnate ai bambini che al mattino la televisione resta spenta. Al risveglio è necessario dedicare attenzione al momento della colazione e al prepararsi nel giusto tempo per andare a scuola.

Perchè “no” alla tv in cameretta

Bambino da solo davanti alla televisione

Il momento che precede la nanna dovrebbe essere accompagnato da rituali e abitudini che conducono il bambino ad un sonno sereno. La sera prima di coricarsi ci si può regalare un momento di attenzioni fatto di letture, ninne nanne, coccole e racconti sulla giornata trascorsa e le emozioni vissute.

Addormentarsi con la televisione è da evitare: la qualità del sonno dei bambini è confermato da numerosi studi e ricerche peggiora se la tv viene vista in orario antecedente la nanna. Mettere poi nella camera una televisione lascia ampio margine al bambino di vedere la televisione senza controllo.

Secondo uno studio di Okkio alla salute, progetto dell’Istituto superiore di Sanità, circa il 44% dei bambini italiani di 8 anni ha la tv nella propria camera.  Questa “ingombrante” presenza smorza la lettura, affievolisce la curiosità di giocare con la fantasia, interferisce con il sonno. Se appunto il consiglio è quello di vedere la televisione insieme, l’avere il proprio apparecchio televisivo in camera allontana la condivisione, l’ascolto. Il bambino si isola e si ritrova a gestire messaggi e verità trasmesse in solitudine senza la possibilità di un confronto necessario e vitale nel suo percorso di crescita.

Quali i possibili effetti collaterali della tv in camera

A ribadire gli effetti nocivi di apparecchi tecnologici in cameretta ( tv, computer, tablet, videogiochi) anche uno studio dello scorso anno condotto dal professore di psicologia Douglas Gentile della Iowa State University (https://www.news.iastate.edu/news/2017/09/26/bedroommedia). Questo studio è uno tra i primi ad aver focalizzato l’attenzione sugli effetti che hanno questi dispositivi se tenuti in camera.

La loro presenza nelle camere dei bambini sottrae tempo alla lettura, al sonno e ad altre attività, avendo poi effetti a cascata quali ripercussioni sul rendimento scolastico, rischio di obesità e rischio di cadere nella dipendenza da schermo e videogiochi. Nella ricerca pubblicata sulla rivista Developmental Psychology, il professore Gentile ha riscontrato inoltre una tendenza tra i giovani a scegliere nella propria camera da soli programmi e videogiochi più violenti e non adatti alla propria età. Questo favorisce l’accrescere dell’aggressività.

E’ molto più facile per i genitori non consentire mai una Tv nella camera da letto  che non toglierla. E’ una domanda che ogni genitore deve affrontare, ma c’è una semplice risposta di due lettere. Quella risposta di due lettere è dura, ma ne vale la pena.” (Douglas Gentile, professore di psicologia).

 

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