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Genitori iperprotettivi [intervista alla psicologa]. Come superare le proprie ansie genitoriali

Pensate di essere genitori iperprotettivi ? Tutti i genitori hanno a cuore la felicità ed il benessere del proprio bambino, ma talvolta voler evitar loro qualsiasi ostacolo o piccola difficoltà  può diventare controproducente, credendo di fare il bene per i nostri figli. Scoprite insieme a noi attraverso l’intervista alla psicologa di marmocchio Dott. Francesca G. Camisa Parenzan, se vi riconoscete nel profilo del genitore iperprotettivo.

Dottoressa Parenzan perchè secondo lei oggi i genitori sono maggiormente iperprotettivi verso i propri figli ?

Il problema di fondo dell’essere genitori rimane sempre lo stesso perché ha a che vedere con la relazione con i figli. Se le priorità e le responsabilità odierne dei genitori sono cambiate, il mestiere del genitore rimane sempre lo stesso e alquanto difficile. I rapidi cambiamenti ai quali ci sottopone la nostra società in continua trasformazione ci pongono di fronte a sollecitazioni che complicano ulteriormente l’educazione dei nostri figli.

Le famiglie moderne, con entrambi i genitori impegnati in attività lavorative costituivano un fenomeno poco conosciuto solo mezzo secolo fa. Questo comporta che la donna sia maggiormente impegnata fuori casa e lo stile educativo rigido di un tempo lascia spazio oggi, ad un comportamento genitoriale che porta ad assecondare ogni richiesta dei figli, quasi dei genitori maggiordomi.

Le ansie dei genitori ricadono sui figli ?

Genitori iperprotettivi, durante l’infanzia e la crescita, possono causare loro dei danni psicologici permanenti da adulti

A seguito di una ricerca condotta circa un paio di anni fa dalla professoressa Mai Stafford della Medical Research Council’s Lifelong Health and Ageing unit della University College London, essa stessa concluse affermando che “l’iperprotettività dei genitori verso i figli, soprattutto durante il periodo dell’infanzia e della crescita, può causare loro dei danni psicologici permanenti da adulti“. Lei cosa ne pensa?

La normale inclinazione di un bambino alla scoperta e all’esplorazione si trasformano in ansia e paura. Il messaggio implicito del genitore ipercontrollante diventa “ti aiuto io perchè tu da solo non sei in grado”.

Un atteggiamento iperprotettivo che mira ad eliminare ogni difficoltà per paura che i figli falliscano. Ne consegue così un’identità in formazione, quella del figlio, che si caratterizzerà per una costante insicurezza rispetto alle proprie capacità. Svilupperà poi una personalità insicura, poco stabile, intollerante alla frustrazione, aggressiva e tirannica nel momento in cui i suoi bisogni e desideri non verranno soddisfatti nell’immediato.

Da un punto di vista psicologico come s’individua il genitore iperprotettivo ? Tendenzialmente sono più le mamme o i papà ad essere iperprotettivi ?

La definizione di “genitore elicottero” nasce nel 1969 quando H. Sinnott, autore di “Between Parent & Teenager” scriveva: “mia madre si librava su di me come un elicottero”. Nel 2020 il termine “helicopter mom” divenne la definizione di un fenomeno in via di diffusione tra le famiglie delle classi medie nei paesi più sviluppati.

I genitori elicottero si riconoscono facilmente dalla loro propensione all’ iperprotettività eccessiva.  Pretendono di risolvere qualunque problema del figlio e  di prendere al suo posto qualunque decisione lo riguardi. “Sorvolano” i figli pronti ad operazioni di salvataggio al minimo segnale di “pericolo”. Fanno i compiti, per esempio, al posto dei figli, criticano l’operato degli insegnanti, etichettano negativamente la competizione in ambito sportivo. Soddisfano qualunque desiderio del figlio, e finiscono col diventare amici e confidenti dei propri figli, andandosi a fondere con i loro bisogni. Impediscono loro un’autonomia di scelta e l’esperienza della frustrazione.

Questo poi è indice di un evidente invischiamento nella loro vita, nelle loro passioni, amicizie ed attività. Credo anche che la tendenza a diventare genitori iperprotettivi stia ormai valicando il confine di “genere”, influenzando sia lo stile materno che paterno.

L’infanzia ormai è risaputo sia un periodo determinante per l’individuo e il suo sviluppo. Quali possono essere le conseguenze più importanti sul bambino e poi adulto dell’essere stato educato da genitori iperprotettivi ?

Bambini cresciuti con l’idea che tutto gli sia dovuto, seppelliti da giocattoli, videogiochi e quant’ altro finiscono col diventare incapaci a tollerare frustrazioni ed ostacoli. Sono bambini che non sono  mai stati messi nella condizione di testare le loro capacità di affrontare i problemi della vita.
Diventeranno così ragazzi con insufficiente autostima, e finiranno loro stessi col chiedere ai genitori di non essere lasciati soli. Ragazzi che col tempo finiranno per essere fagocitati dall’ansia di successo.

Quali potrebbero essere i consigli per aiutare i genitori a gestire il loro rapporto con i figli attraverso una modalità meno apprensiva ma distesa e serena ?

Affrontare sfide durante il proprio percorso di crescita è fondamentale per uno sviluppo armonico della personalità. È importante che i nostri figli possano fare esperienza dell’errore e possano affrontare le loro paure, i loro limiti, ed imparare a vivere le delusioni. Intervenire per aiutare i genitori a smettere di facilitare la vita ai figli significa lasciarli osservare i loro errori, affinchè si correggano da soli.

Una strategia utile può essere quella di “lanciare il mattone per avere indietro una giada”. Si suggerisce ai genitori di esercitare piccoli boicottaggi volontari ai propri comportamenti protettivi. Ad esempio, commettere di proposito piccoli errori per poi scusarsi. I figli potranno incominciare a vedere i loro genitori non più così perfetti. Cominceranno a pensare di non poter contare su di loro come prima, iniziando a prendere l’iniziativa, per poi imparare ad assumersi piccole responsabilità. Ciò può generare ansia nel genitore, troppo spesso abituato a proteggere il figlio. Dovrà imparare a gestire le sue emozioni e la paura che il figlio non sia in grado di farcela da solo.

Consentire ai genitori di riconnettersi con le personali risorse sia interne che esterne e con i propri punti di forza, fornirà loro gli strumenti che impareranno ad utilizzare per migliorare una situazione che crea disagio nel tentativo di raggiungere obiettivi personali.

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