Marmocchio.it
Home » bambino » C’è relazione tra il ritardo del linguaggio e l’aggressisività?

C’è relazione tra il ritardo del linguaggio e l’aggressisività?

Rispettando l’individualità di ciascun bambino è importante rispettare i suoi tempi. Ogni bambino ha il suo tempo per verbalizzare.  Certo è che qualora un ritardo del linguaggio fosse evidente è doveroso consultare uno specialista. Avete mai pensato che ci possa essere per esempio relazione tra il ritardo del linguaggio e l’aggressività che il vostro piccolo manifesta?

Disturbi del linguaggio

In età prescolare il ritardo del linguaggio o come viene definito disturbo del linguaggio (DL) è piuttosto frequente. Sullo sviluppo del linguaggio influiscono diverse variabili sia di tipo biologico che di tipo  ambientale. Si parla del disturbo del linguaggio quando il bambino si esprime attraverso un linguaggio inferiore a quello che dovrebbe essere per la sua età. Il discorso è molto ampio e complesso se si ritiene che il ritardo del linguaggio possa essere legato ad un disturbo, ma come spiega la dottoressa logopedista Claudia Manciocchi questo non può essere valutato prima dei 3 – 4 anni.

Intorno ai 3 anni o poco più quindi è possibile approfondire e verificare insieme ad uno specialista se il bambino ha solo un semplice sviluppo tardivo del linguaggio o se ci sono altri elementi che impediscono il fluire delle parole. Come è facile intuire un ritardo del linguaggio ha ripercussioni anche nell’ambito delle relazioni sociali. Se il vostro piccolo nelle interazioni con altri bambini è prepotente, talvolta manesco o litigioso avete mai valutato possa esserci una relazione tra il ritardo del linguaggio e l’aggressività che manifesta?

Ritardo del linguaggio e aggressività: gli effetti sulle relazioni

Ritardo del linguaggio ed aggressività
Ritardo del linguaggio ed aggressività

Un bambino che abbia una difficoltà nell’esprimersi si trova a vivere dinnanzi ai suoi coetanei una situazione di disagio. Non riuscendo a farsi capire e a comunicare ciò che vorrebbe il bambino potrebbe tendere a isolarsi. Il non sentirsi poi capace come gli altri bambini di parlare potrebbe far scaturire  sentimenti d’inferiorità, scarsa stima di se stessi, depressione.

Fino all’età dei tre anni l’aggressività del bambino potrebbe nascere dalla sua incapacità di farsi comprendere attraverso il linguaggio orale. Non essere in grado di esprimersi in maniera comprensibile agli altri può alimentare un sentimento di rabbia. Questa modalità di comunicazione prepotente non verbale pare la sola possibile per potersi imporre  e farsi notare, farsi “ascoltare”.

L’intervento tempestivo è importante. I genitori possono fare molto per favorire l’acquisizione di competenze linguistiche al proprio bambino. Ponendosi in ascolto con amore i genitori devono imparare a lasciare che il bambino parli senza essere interrotto. Solo dopo il genitore può ripetere la parola pronunciata erroneamente, ma senza rimarcare l’errore.  E’ importante che i genitori  comunichino con il proprio bambino attraverso il dialogo emozioni, sensazioni, stati d’animo, situazioni. Spegniamo il televisore, che non insegna e non aiuta a parlare i bambini. Apriamo con loro un libro, sfogliamolo, leggiamo per loro le storie, accompagniamoli tra le parole.

 

In collaborazione con la dottoressa logopedista Claudia Manciocchi.  Laureata in Logopedia alla Sapienza di Roma in aprile 2005. Esperienze pregresse: Ha lavorato per 10 anni presso il centro “Armonia” di Latina e collaborato con diversi centri di riabilitazione di Roma oltre ad esercitare privatamente. Da 5 anni esercita quasi esclusivamente attivita’ privata occupandosi della riabilitazione delle patologie dell’eta’ evolutiva(ritardi di linguaggio, deglutizione atipica, dsa, dislalia, disfonia infantile, balbuzie)e delle patologie che riguardano i professionisti della voce.

Articoli correlati:

Condividi l'articolo con i tuoi amici... ;)

Continua a leggere su marmocchio 

Categorie