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Nomi per bambini, Francesco e Sofia i più diffusi. Sono sempre meno gli italiani che concepiscono bambini

Che nome dare al proprio figlio è da sempre uno dei dilemmi più ricorrenti non appena si scopre di essere incinta. Se in attesa di saperne di più sul sesso del nascituro si comincia a fantasticare sul nome da dare alla creatura in arrivo, una volta svelato l’arcano sarà più facile decidere come chiamarlo. Anche nel 2017, come ogni anno, l’Istat ha rivelato i nomi più scelti dai neo genitori residenti in Italia. E il Belpaese anche nell’anno da poco agli archivi, si è  rivelato abbastanza uniforme nei gusti, pur mantenendo qualche differenza tra Nord e Sud e tra genitori italiani e non. 

Il nome per bambini più diffuso

Il nome più diffuso per le femminucce è stato Sofia, mentre quello più diffuso per i maschietti di origine italiana è stato Francesco, mentre per quelli di origine straniera è Adam.

Al primo ha giovato senza dubbio l’elezione al soglio pontificio di Papa Bergoglio, dopo la quale il nome Francesco si è impennato tra quelli più scelti. La lista della top 3 dei nomi femminili è completata da Aurora, Giulia, mentre sul podio azzurro salgono Alessandro e Leonardo, gli evergreen. 

I figli di genitori non italiani si chiamano per lo più Adam, Rayan, Youssef, ma anche Matteo, Leonardo, Luca, Alessio e Mattia. Al vertici dei nomi femminili di genitori non italiani Sofia, Sara, Aurora e Malak.

La tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel Paese ospitante  è diversa a seconda del paese di provenienza. La comunità albanese preferisce dare nomi italiani, mentre quella marocchina resta fedele ai propri.

Nomi maschili dei bambini italiani

A livello territoriale, Francesco “appare in flessione rispetto al primato degli ultimi anni, essendo il primo nome soltanto in 5 regioni italiane del Sud Italia; Alessandro, il secondo nome prevalente in Italia, è primo a livello regionale solo in Sardegna. Leonardo, salito nella graduatoria nazionale dal quinto al terzo posto, raggiunge il primato in ben 10 regioni, tutte del Centro-Nord. Lorenzo, quarto in classifica nazionale, primeggia in Toscana e di nuovo nel Lazio, dopo quattro anni di assenza dal podio. Il nome Giuseppe continua invece a primeggiare in Sicilia”.

Nomi femminili delle bambine italiane

Tra i nomi delle bambine Sofia è quello più frequente in quasi tutte le regioni italiane; è infatti la prima scelta in tutte le regioni del Centro-Nord (ad eccezione di Bolzano in cui primeggia il nome Emma) e in 5 regioni del Sud. Aurora, secondo nome in graduatoria, come lo scorso anno primeggia in Campania, Basilicata e Sicilia. Il nome Giulia, resta stabile al terzo posto, ma non è il preferito in alcuna regione italiana.

Nomi dei bambini stranieri

Adam, Rayan ,Youssef, ma anche MatteoLeonardo, Luca, Alessio e Mattia i nomi maschili dei bambini stranieri nati da genitori residenti nel nostro Paese. Anche per le bambine straniere nate in Italia il nome femminile prevalente è Sofia, seguita da Sara, Aurora e Malak.

Rispetto alla graduatoria generale, i nomi dei nati stranieri mostrano una maggiore variabilità: i primi trenta nomi maschili e nomi femminili coprono poco più del 14% del totale dei nomi dei nati stranieri.

Trend negativo di nascite in Italia

Dal 2012 diminuiscono, pur lievemente (- 7 mila), i nati con almeno un genitore straniero pari a poco più di 100 mila  (21,2% del totale).

Tra i nati stranieri, al primo posto si confermano i bambini rumeni (15.417 nel 2016), seguiti da marocchini (9.373), albanesi (7.798) e cinesi (4.602).

Queste quattro comunità rappresentano il 53,6% del totale dei nati stranieri. Nel 2016 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015.

Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità.  Il calo é attribuibile principalmente alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani. I nati da questa tipologia di coppia scendono a 373.075 nel 2016 (oltre 107 mila in meno in questo arco temporale).

Ciò avviene fondamentalmente per due fattori: le donne italiane in età fertile sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli.

La fase di calo della natalità avviatasi con la crisi é caratterizzata da una diminuzione soprattutto dei primi figli, passati da 283.922 del 2008 a 227.412 del 2016. La diminuzione delle nascite registrata dal 2008 è da attribuire al calo dei nati all’interno del matrimonio: oltre 132 mila in meno in soli 8 anni.

Questa diminuzione é in parte dovuta al contemporaneo forte calo dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (57 mila in meno rispetto al 2008).

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