Marmocchio.it
Home » famiglia » Economia domestica, evitare armadi strapieni di vestiti inutili

Economia domestica, evitare armadi strapieni di vestiti inutili

Quando si parla di economia domestica, in una famiglia in cui ci sono dei bambini, è opportuno anche stare attenti a cosa mettiamo nell’armadio dei nostri figli. Spesso il guardaroba dei bambini  risulta pieno di vestiti che non vengono utilizzati o che si indossano pochissimo, andando ad incidere negativamente sulla necessità di limitare il più possibile gli sprechi.

Vestiti e taglie, un rompicapo

E’ capitato a tutti i genitori di mettere via indumenti ancora con il cartellino attaccato. Spesso le troppe cose a disposizione fanno perdere di vista un maglione o quei pantaloncini rimasti nell’angolo dell’armadio, che appena rispuntano fuori sono già troppo piccoli e stretti.

I bambini attraversano fasi di crescita non prevedibili, ed anche i regali rischiano di  far accumulare vestiti per i bambini che non sempre corrispondono alle reali necessità. Spesso ci si azzarda a comprare dei vestiti per bambini di alcune taglie più grandi, per farli indossare ai propri figli più avanti.

Un terno al lotto, si può indovinare come no.  La crescita dei bambini cambia repentinamente, ed anche un modello che ci piace e pensiamo possa stargli bene, magari in futuro ci deluderà.

Cosa e quando acquistare i vestiti

Comprare i vestiti per i bambini quando servono, o magari a distanza di pochi mesi – se si vuole approfittare di saldi e vendite promozionali – è un buon metodo per non esagerare negli acquisti ed avere solo l’occorrente.

In occasione dei compleanni, se ci viene chiesto, è opportuno dare un’indicazione su cosa può servire al bambino, soprattutto se si tratta dei familiari o degli amici più vicini. Può essere utile anche prendere in considerazione associazioni o piattaforme on line di vendita e baratto di vestiti usati.

Spesso i vestiti per bambini si mettono via quasi nuovi, e quindi non è difficile trovare vere occasioni a prezzi convenienti come, ad esempio il mercatino dell’usato per mamme e bambini.

Un ottimo espediente per l’economia domestica é quello di riporre i vestiti per bambini e tenerli a disposizione per i futuri fratellini e le sorelline sopratutto se sono nei futuri desideri dei genitori.

L’errore di comprare troppi vestiti e indumenti prima della nascita

La trepidante attesa della nascita del neonato porta genitori e familiari ad acquistare molti vestiti prima del parto, comprando a scatola chiusa vestiti per il neonato intaccando l’economia domestica; il peso e i centimetri del marmocchio alla nascita sono fondamentali per non sbagliare l’acquisto di body e tutine.

Consigliamo di comprare prima della nascita solo l’occorrente per l’ospedale – solitamente tre cambi -, e poco altro.

La taglia zero mesi è adatta ai bambini nati più piccoli rispetto al peso medio alla nascita di 3,2-3,4 kg. Per i neonati di questo peso o maggiore, è opportuno acquistare vestiti e indumenti per neonati con taglie 1-3 mesi.

La mamma può farsi un’idea di come cresce il proprio marmocchio in base alla lunghezza del neonato, misurato durante le ecografie. Solitamente il ginecologo, in base a calcoli statistici, fornisce anche la lunghezza e il peso previsto alla nascita.

Economia domestica e bambini

L’economia domestica è amica della razionalità ed evita le spese inutili. L’economia domestica comporta il saper scegliere cosa acquistare senza eccedere, dal momento che i bambini crescono in fretta ed il tempo per sfruttare gli indumenti è ridotto rispetto agli adolescenti e agli adulti. In quest’epoca di grande incertezza economica prende sempre più piede una nuova forma di gestione delle finanze domestiche e personali, un approccio basato essenzialmente sull’idea di condivisione, sulla solidarietà, sul riutilizzo di oggetti e sullo scambio di servizi. Parliamo della sharing economy per mamme, che si snoda in molteplici ambiti in tutta Italia.

Sharing economy cosa è

Letteralmente significa “economia della condivisione”. Un approccio basato sull’idea che bisogna partire dai bisogni reali dei consumatori per soddisfarli attraverso un utilizzo più consapevole degli oggetti. I principi della sharing economy sono essenzialmente basati sul riutilizzo, sull’utilità di un oggetto e non sulla proprietà di esso.

Un concetto, di fondo, quindi facilmente comprensibile: si condividono le cose che vengono utilizzate da chi ne ha bisogno in un certo momento; si risparmia, si riutilizza, si diventa consumatori consapevoli.

E questo approccio economico può trovare campo di applicazione soprattutto nel mondo delle mamme e dei bambini.

I bambini, lo sappiamo, crescono così in fretta che molto spesso non abbiamo davvero il tempo di fargli indossare tutti i vestiti che abbiamo comprato per loro, per utilizzare passeggini ed accessori fino alla distruzione, e spesso abbiamo bisogno di pagare servizi (a partire dalla baby sitter) che potremmo condividere con altre mamme.

Continua a leggere su marmocchio

 

Aggiungi un commento

Iscriviti alla newsletter