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Babbo Natale esiste o no? Una favola per i bambini che vale la pena vivere

Per la maggior parte dei bambini babbo Natale esiste, ma sono molti i genitori che scelgono di dire subito la verità ai propri figli

Natale è sicuramente il periodo più magico ed entusiasmante per i bambini. L’atmosfera di festa che si respira tutt’intorno, le giornate da trascorrere in famiglia, tra abbuffate e giochi, e soprattutto la trepidante attesa di Babbo Natale con i suoi regali, è fonte di gioia e di grandi aspettative per i più piccoli.

Babbo Natale, questo omone panciuto che a bordo della sua slitta, trainata da renne volanti, arriva in tutte le case, passando dai sottilissimi comignoli, per far felici i bambini di tutto il mondo. Ma è giusto far credere ai bambini che Babbo Natale esiste ? Fino a che età ?

Chi è Babbo Natale

La figura di Babbo Natale è ispirata a San Nicola, vescovo di Myra, in Turchia. Un episodio nella vita del Santo, infatti, ha generato la nascita della tradizione dell’uomo che porta i doni. Prima di essere ordinato vescovo, San Nicola, s’imbatté in una famiglia nobile e ricca che era caduta però in miseria.

Il padre, che si vergognava dello stato di povertà in cui versava, decise di avviare le figlie alla prostituzione. Nicola, nascondendosi, lasciò scivolare dalla finestra dell’abitazione dell’uomo tre palle d’oro, che ricorrono nell’iconografia classica con cui viene rappresentato, grazie alle quali l’uomo poté far sposare le figlie e risparmiare loro l’onta della prostituzione.

La figura di San Nicola è stata poi ripresa da ogni popolo, ed è divenuto il Santa Claus dei paesi anglosassoni, il NiKolaus della Germania e Babbo Natale in Italia.

Dire o no ai bambini che Babbo Natale esiste ?

Sul far credere ai bambini che Babbo Natale esiste o meno ci sono tanti pareri contrastanti. Alcuni genitori preferiscono dire fin da subito ai propri figli che in realtà l’omone panciuto vestito di rosso e con il sacco di regali sulla spalla altro non è che un’invenzione.

Questa consapevolezza, data in tenera età, finisce per creare contrasti con la quasi totalità dei bambini, che aspettano con trepidazione la notte tra il 24 e il 25 dicembre.

“Si tratta di una scelta che ogni genitore compie in autonomia – riferisce a riguardo lo psicologo dell’età evolutiva Fabio Vinci – molti i genitori scelgono di dire subito ai figli la verità ma in genere non ci rimangono bene. Al di là del significato consumistico, la figura di Babbo Natale deriva dalla tradizione cristiana, quindi far credere ai bambini che esista significa dargli la possibilità di costruire la realtà seguendo la fantasia, che è in pratica la stessa cosa che avviene attraverso le favole“.

Attenti ai ricatti su Babbo Natale

La letterina a Babbo Natale condensa i sogni  di tutti i bambini. Indirizzata al Polo Nord nella speranza che i giochi chiesti si materializzino sotto l’albero, con la promessa immancabile di comportarsi bene. Proprio Babbo Natale in questi giorni finisce per diventare un “alleato” quando si tratta di sgridare i bambini o di convincerli a comportarsi in un determinato modo.

Capita a molti genitori di sgridare i propri figli propinandoli la frase “Se sei cattivo Babbo Natale non ti porta i giochi”. Viceversa sarà capitato a tutti di lodarli assicurandogli che avranno per questo i regali desiderati. Queste frasi però, seppur innocenti, nascondono degli effetti negativi sui bambini.

“La relazione educativa non va mai impostata sul ricatto – spiega ancora il dottor Fabio Vinci-. E’ giusto al contrario gratificare i comportamenti positivi senza tirare in ballo altre figure per legittimare l’azione in sé”.

Non c’è fretta di crescere

Babbo Natale, esattamente come il lupo di Cappuccetto Rosso o la Fata Turchina di Pinocchio, hanno delle funzioni educative, che possono accompagnare i bambini nella loro crescita, fino a quando non arriverà il momento in cui si porranno delle domande e scopriranno da soli la verità. Non c’è quindi alcuna fretta e alcuna necessità di forzare la mano negando che Babbo Natale esiste davvero. E’ una favola, e come tale vale la pena raccontarla, ogni anno.

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