Marmocchio.it
Home » bambino » Primi passi: piedini felici con e senza scarpe

Primi passi: piedini felici con e senza scarpe

A che età è consigliabile far indossare le prime scarpe al bambino? Quali sono le scarpe più giuste ? Da quando vengono mossi i primi passi per i genitori si presenta il dilemma di scegliere la  scarpa adatta,  mentre per il piccolo sembra essere un oggetto piuttosto fastidioso di cui liberarsi alla prima occasione. Oggi sembra ormai superata la convinzione che i piedi dei bambini necessitino delle scarpe come guide per approcciarsi al giusto modo di camminare.

I primi passi del bambino

Il piede del lattante, nei suoi primi mesi di vita, è un vero e proprio organo di senso e come tale per imparare a sorreggerlo deve necessariamente interagire con l’ambiente e lo spazio circostante.  Le informazioni di tipo tattile, termico e di dolore favoriscono uno sviluppo armonico del corpo  e della muscolatura degli arti inferiori. Proprio in virtù di queste considerazione  i pediatri consigliano di lasciare quanto più libero si possa il piedino del bambino. Quando il piccolo comincia a muovere i primi passi infatti il piede non è ancora sviluppato e ha la tendenza ad appiattirsi e quindi il camminare scalzo in particolar modo su terreni come erba, sabbia, terra favoriscono uno sviluppo del piede corretto. Camminare a piedi nudi sviluppa anche la formazione dell’arco plantare, curvatura che si realizza dopo i tre anni del bambino. La mancanza dell’arco plantare nel bambino offre maggiore superficie d’appoggio e l’andatura barcollante è anch’essa congeniale a rafforzare muscoli e legamenti delle caviglie. Il piede poco a poco si modificherà di pari passo allo sviluppo muscolare. Quando siamo in casa quindi lasciamo il piccolo libero senza costrizioni ai piedi; solo nel caso di pavimenti freddi basterà l’accorgimento di un calzino antiscivolo.

Come scegliere la giusta scarpa

Per comprare la giusta scarpa al proprio bambino non bisogna lasciarsi condurre solo dall’estetica, dalla moda e dalle ultime tendenze in voga. La scelta della scarpa dev’essere più oculata rispetto agli altri capi di abbigliamento. E’ importante ricordare che la camminata del bambino è assai diversa da quella dell’adulto. Il bambino muove i suoi primi passi appoggiando tutta la pianta del piede e non come l’adulto, appoggiando prima il tallone e poi a seguire il resto del piede. La scarpa di per se non aiuta ne a  camminare ne a far crescere bene il piede ma semplicemente a proteggere il piede dalle insidie del terreno e dagli agenti atmosferici. La scarpa giusta deve quindi sostenere e non costringere  il piede garantendo confort e libertà di movimento.

Caratteristiche per una buona scarpa

  • la tomaia deve essere in materiali naturali e atossici.   La migliore scelta è la pelle che permette una sana traspirazione grazie alla porosità ( i bambini si termoregolano dalla testa e dai piedi)
  • la suola in cuoio e di massima ampiezza con tassello antiscivolo
  • la scarpa deve essere flessibile, premendo sulla punta la suola deve flettersi
  • la punta della scarpina dev’essere larga per dar modo  alle dita dei piedi di posizionarsi comodamente
  • le scarpe devono avere i contrafforti ( quindi da evitare le scarpe prive di contrafforti come per esempio quelle di tela)
  • il tacco deve essere largo e squadrato, con un’altezza di circa 1/10 della lunghezza totale della suola

Ultimi accorgimenti per la scelta

Nei primi tre anni del bambino, il piede cresce più o meno dai 3 ai 4 mm al mese, ma non sempre con regolarità,  quindi è necessario cambiare la scarpina ogni 3 mesi circa. Si ritiene giusta la misura della scarpa quando, premendo sulla punta del piede della scarpa, con il bambino in piedi, rimangono dopo l’alluce circa 10/12 mm. Inoltre è sconsigliato  far indossare ai bambini piccoli scarpe con sostegni e plantare; ci daranno l’impressione forse che  camminino meglio, ma concretamente bloccano lo sviluppo naturale del piede.  E se il piccolo ereditasse le prime scarpine del fratello o sorella, verificate che la suola non sia consumata e la forma della scarpa non sia stata deteriorata dal precedente uso.

Continua a leggere su marmocchio

 

Aggiungi un commento

Iscriviti alla newsletter