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Fumo, un pericolo per i neonati. Partita la campagna ‘Speriamo che sia l’ultima’

Fumo e neonati, un pericolo che non sembra avere fine. Una mamma su 4 continua a fumare anche dopo aver partorito, nonostante sia consapevole dei gravi danni alla salute provocati dal tabagismo. In Italia, secondo gli ultimi dati, i fumatori sono 11,7 milioni e rappresentano il 22% della popolazione. Ma mentre cala il numero degli uomini con il vizio, passati in un anno da 6,9 a 6 milioni, crescono le fumatrici. Da 4,6 milioni del 2016 a 5,7 milioni di quest’anno. Un cambiamento che si riflette anche sul numero di casi di tumore al polmone: i nuovi tra le donne sono in aumento del 3% annuo.

La campagna contro il fumo tra i neonati

Contro questa tendenza negativa è partita da Torino la campagna “Speriamo che sia l’ultima”, promossa dalla Walce Onlus.  La Women Against Lung Cancer in Europe è l’associazione europea che si occupa dei pazienti affetti da tumori toracici.
L’iniziativa prende il via proprio nel giorno in cui il Papa ha deciso che in Vaticano dal 2018 non saranno più vendute sigarette ai dipendenti. Il tutto motivandolo col fatto che “la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone”.
Dopo Torino, la campagna toccherà ad altre tre città italiane, da Napoli, passando per Padova e Bari. Il tutto con un servizio di counseling e attività promosse dai centri ginecologici e ostetrici in collaborazione con le divisioni di oncologia e personale medico pneumologico.
Alle donne sarà regalato l’orsetto di peluche ‘Ector the Protector Bear’ che tossisce se esposto al fumo di sigaretta o di altri prodotti a base di tabacco.
L’iniziativa ha anche l’obiettivo di informare le donne sui danni a cui espongono se stesse e i figli. Fumare provoca anche aborti spontanei, parti prematuru, aumento della mortalità perinatale e infantile, basso peso alla nascita e ritardi nella crescita cognitiva.




Rischio morte in culla per il neonato

“Durante i primissimi anni di vita – ha spiegato Silvia Novello, Presidente di Walce e docente di Oncologia Polmonare all’Università di Torino – il fumo passivo può portare alla morte in culla del neonato. Oltre a questo anche infezione delle vie respiratorie, asma bronchiale, sintomi respiratori cronici e otite acuta. Aumenta inoltre il rischio di diverse malattie oncologiche” . “Nel Paese sono state introdotte norme sempre più restrittive, ma il 24% dei tabagisti ammette di fumare in presenza di bambini e 7 su 10 lo fa regolarmente in luoghi chiusi”.

Walce ha sottolineato che novembre è il mese dedicato alla prevenzione e alla lotta al carcinoma polmonare: la neoplasia solo quest’anno colpirà oltre 41.800 mila italiani e rappresenta il 10% di tutte le nuove diagnosi di cancro. La prevenzione primaria rimane l’arma migliore a nostra disposizione, il fumo aumenta fino a 14 volte il rischio di insorgenza del tumore.

 

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